Autrice: Renata Fossati
Da: ENCI I Nostri Cani – Aprile 2022
Nei disegni e nei racconti dei piccoli risulta chiaro il ruolo dei pet in famiglia e a scuola. Emerge altresì l’esigenza di sviluppare un senso di responsabilità sulle cure di cui necessitano.

Cane da pastore belga Malinois. Foto Cristian Umili.
L’effetto positivo di un animale domestico è stato valutato da numerose ricerche dove emerge chiaro che il cane ri- veste la parte del protagonista. Questa relazione recipro- camente vantaggiosa, definita “simbiotica” si sviluppa tra gli animali e gli umani che si prendono cura di loro. Sebbene ci siano sicuramente molte prove aneddotiche da parte degli amanti degli animali a sostegno di questo benefico effetto, la scienza ha provveduto a validare questa preziosa risorsa. Molti di questi studi si sono con- centrati in particolare sul valore terapeutico dell’effetto pet sia in famiglia che a scuola.
Nel nostro Paese, secondo un sondaggio (Federchimica Aisa), 1 italiano su 2 possiede un animale domestico, una scelta che per molti si è verificata in concomitanza con il lockdown ma che conferma un trend già positivo da anni:
il 51% degli attuali possessori dichiara infatti di aver adot- tato o acquistato il proprio pet già prima del 2016, a dimo- strazione di un crescente avvicinamento tra uomo e ani- male. Stando a quanto rilevato, è il cane l’animale da compagnia più amato: ben il 62% degli intervistati ha scelto la compagnia di Fido, il 55% ha optato invece per un gatto, mentre un consistente 27% ha deciso di acqui- stare pesci, volatili, roditori e animali esotici come ser- penti e iguane. Inoltre, 9 italiani su 10 considerano il pro- prio pet come un membro della famiglia.
Jane Jenkins, consulente e specialista del benessere ani- male presso il Washington State University College di Medicina Veterinaria afferma: “Storicamente, gli animali domestici diventano una presenza molto comune nella prima infanzia: se pensiamo ad un asilo nido, è tutto a tema animale. Di solito, un animale di pezza è il loro primo giocattolo e ci sono migliaia di libri sugli animali. Quindi, la presenza di un animale domestico è in genere un’esperienza positiva”.

Beagle. Foto Adriano Gattuso.
Attraverso i disegni i bambini esprimono le loro emozioni e le loro esperienze. Anche la mia personale esperienza nelle scuole primarie conferma questa tendenza. Per esempio, quando chiedevo ai bambini di disegnare la loro famiglia, quasi sempre disegnavano i loro animali (cani o gatti) accanto a loro. Questo legame è importante poiché può creare una sorta di “ancora di salvezza” nei momenti di sconforto e di grandi cambiamenti all’interno della fa- miglia.
“La cosa bella – continua Jane Jenkins – è che gli studi hanno dimostrato che i bambini che possono godere della compagnia di un pet in realtà si sentono meno an- siosi e hanno meno problemi quando si trasferiscono o devono adattarsi a una nuova scuola, perché questo le- game affettivo rappresenta l’unica costante. I genitori
vanno al lavoro, tornano a casa e ci sono interazioni fami- gliari che sono felici o tristi. Ma gli animali domestici sono sempre gli stessi. È la vera definizione di una relazione incondizionata”.
Anche nelle scuole la compagnia di un cane potrebbe ri- velarsi utile nell’incoraggiare gli studenti a migliorare la loro capacità di lettura. Una serie di studi nel 2016, 2017 e 2018 ha esaminato i programmi che hanno seguito questo approccio, noto come “Intervento Assistito con Animali”, e ha trovato alcune prove che la lettura ad alta voce ai cani ha avuto un impatto positivo sulle capacità di alfabetizza- zione dei bambini e nell’aumento delle abilità di socializ- zazione.
Tuttavia, la presenza di un cane sia in famiglia che a scuola prevede un percorso di adattamento da entrambe le parti e questo apre un dibattito che comprende la ge- stione dell’animale, le cure di cui ha bisogno e il ruolo che debbono rivestire sia i genitori che gli insegnanti.

Rhodesian ridgeback. Foto Sara Venturelli.
“I bambini imparano l’autoregolamentazione basandosi sull’interazione con gli animali domestici – afferma Jenkins -. Devono riconoscere quando l’animale ha bi- sogno di spazio e devono imparare a dargli quello spazio. Per esempio, se corro dal cane … lui corre via, ma se ri- esco a sedermi in silenzio e stare fermo, il mio cane verrà da me. In questo modo il bambino imparerà a interagire e a prendere spunto dal cane”.
Un altro studio promosso da Feldman, mette l’accento sulla corretta relazione con i pet.
“Incoraggerei le persone a considerare davvero tutto ciò che riguarda il possesso di animali domestici”, afferma. “Perché, se l ’ambiente famigliare è già di per sé stres- sante, un animale domestico potrebbe aggiungere stress, sia a livello finanziario che nelle relazioni interpersonali. È necessario ponderare bene le scelte, documentarsi e informarsi dato che un pet accompagnerà la vostra vita per molti anni”.
Una raccomandazione perfettamente condivisibile che vede gli allevatori protagonisti nel consigliare le famiglie sulla scelta del cucciolo adatto al loro stile di vita.

Cane da pastore tedesco. Foto Alessandro Alquati.
