Fonte: ENCI
Di Renata Fossati
Imprinting e socializzazione sono due periodi essenziali per crescere in salute e benessere. L’importante ruolo degli allevatori.
La crescita di un cucciolo è come un’opera d’arte. Maggiore è la cura dei dettagli, meglio sarà il risultato finale. Anche le piante e i fiori hanno bisogno di cure, non basta dar loro da bere ma è necessario curare il terriccio, l’esposizione alla luce e fornire loro il giusto nutrimento. Alcuni studi hanno dimostrato che sono persino sensibili alla musica, ai rumori…insomma, sono organismi vegetali viventi e influenzati dall’ambiente che li circonda.
Il processo cognitivo dei cani è ben più complesso di quello delle piante. Un cucciolo appena nato conosce poco del mondo che lo circonda e per mantenersi in vita, risponde alla soddisfazione di alcuni bisogni primari come la fame, la sete, il rifugio in un posto sicuro e caldo come le mammelle della madre. Già dopo pochi giorni, quando la fame è soddisfatta da una abbondante poppata, li possiamo vedere accoccolati vicino alla coda, o sotto la gola della madre, soddisfatti dal calore che questa emana. Intorno ai dieci giorni, si possono osservare coppie di cuccioli beatamente addormentati l’uno sull’altro. Brevi sonnellini, magari di una mezzoretta, pronti a ricominciare la caccia alle mammelle, porto sicuro dove andare a nutrirsi. Dopo l’apertura degli occhi (che può variare da una razza all’altra, generalmente dai 10 giorni in avanti) i musetti si alzano come in cerca della luce che improvvisamente ha dato loro il benvenuto al mondo. Girano in tondo, oppure, incominciano a fare piccoli percorsi dentro la cassa parto, sempre in cerca di un contatto con la mamma o con i fratellini.
È una fase che gli scienziati hanno definito di “immaturità del sistema nervoso alla nascita” Cragg (1975). Come a dire che agiscono a seconda degli strumenti che hanno a disposizione in quel dato periodo. Intorno al ventunesimo giorno, si apre una “finestra” nei circuiti neuronali dei cuccioli.
Bateson (1981) ha descritto l’individuo in via di sviluppo come un treno con i finestrini chiusi: a un certo punto (maturando) i finestrini si aprono e il viaggiatore è incoraggiato a studiare le informazioni che passano all’esterno. A seconda delle informazioni presentate (apprendimento), lui/lei continua (motivazione) o smette (abitudine, impregnazione o autolimitazione) di guardare fuori dalla finestra aperta. Negli altri casi le finestre si chiudono al raggiungimento di un nuovo punto.
IMPRINTING E SOCIALIZZAZIONE
Joël Dehasse – noto veterinario e specialista di psicologia canina con all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche e libri a tema – rappresenta il processo d’imprinting e le diverse fasi di maturazione cognitiva e sociale del cucciolo, con una interessante tabella.
La fase dell’imprinting che costituisce le fondamenta della stabilità dei successivi stadi, viene ulteriormente classificata da Dehasse:
“Attraverso l’identificazione della specie un cucciolo è in grado di riconoscere i suoi genitori (im printing filiale), e sviluppare relazioni sociali intraspecifiche preferenziali (imprinting fraterno) e le relazioni (imprinting sessuale) che significano la sopravvivenza della specie (imprinting filiale e sessuale). Un animale che è mal “imprintato” è perso per la specie.”
La seconda fase, comunemente definita di “socializzazione” assume un’altrettanta importanza nella vita del cucciolo. Una sorta di chiave d’accesso per stabilire relazioni ed acquisire una confidenza ambientale che gli consentirà di affrontare la vita con gli strumenti adeguati. La socializzazione è una fase che comprende altre sezioni, in quanto, come ben sappiamo, l’apprendimento non ha limiti. Quello che per noi umani è descritta come “pedagogia dell’età adulta”, potrebbe essere definita nei cani come “apprendimento continuo”.
Ovviamente, non è pensabile come una disposizione innata e comune a tutti i cani poiché le variabili che influenzeranno l’apprendimento sono sempre e comunque in mano a noi umani.
IL RUOLO DEGLI ALLEVATORI
Queste due fasi essenziali e determinanti per costruire una corretta personalità del cucciolo sono, ovviamente, nelle mani degli allevatori.
Creare un ambiente sereno e adeguato sin dalla gravidanza della femmina è garanzia di serenità per il cucciolo
“Quando un animale gravido viene accarezzato, la sua cucciolata è più docile (Denenberg e Whimbey 1963, Fox 1978).
Questo effetto, chiamato effetto “gentilezza”, “accarezzare” o “carezza”, può essere prolungato da carezze al neonato. Secondo Fox (1975, in Fox 1978) questo attiva il sistema parasimpatico, facilitando il rilassamento, la digestione e l’attaccamento emotivo, e quindi anche la socializzazione”.
Afferma Dehasse: “ Le capacità tattili di un cane si sviluppano prima della nascita ed è possibile che si abitui già al contatto nell’utero, quando la madre viene accarezzata. I cuccioli manipolati in questo modo mostrano una maggiore tolleranza al tatto rispetto ai cani nati da una madre che non è stata accarezzata.”
Una volta avviata la fase di imprinting (intorno al 21° giorno di vita) i cuccioli potranno essere manipolati con gentilezza ed esposti gradualmente ad alcuni stimoli ambientali. Accarezzarli, parlare loro dolcemente, spostarli di poche decine di centimetri dalla madre ed osservare il tempo che impiegano per recuperare le mammelle. Nelle cucciolate numerose, l’intervento dell’allevatore ad aiutare la fattrice con allattamento artificiale può aiutare questa fase d’imprinting ma non è garanzia di una successiva confidenza ambientale che dipenderà dalle esperienze che al cucciolo saranno concesse. La fase di socializzazione è conseguente o addirittura contigua a quella dell’imprinting. È altrettanto delicata per la sensibilità della sfera emotiva dei cuccioli. È un gioco di equilibrio che inizia con lo svezzamento e riveste un’importanza fondamentale per il futuro inserimento del cucciolo nella nuova famiglia.
Possiamo immaginare di andare a scuola per imparare una nuova lingua, o un nuovo sport. Quello di cui avremo bisogno sarà una certa attenzione, una adeguata concentrazione e la capacità di ricordare e replicare gli insegnamenti ricevuti che saranno favoriti dalla motivazione e dalla gratificazione.

Ora, immaginiamo la mente di un cucciolo che è semplice e lineare. Si affida a ciò che conosce e tutte le novità saranno filtrate dagli strumenti che possiede: fiducia verso chi lo rassicura, voglia di interagire attraverso il gioco, conquista delle gratificazioni.
Ogni novità dovrebbe essere presentata come “priva di rischi”: che si tratti di oggetti, di parole, di azioni da eseguire, di ambienti da affrontare. La giusta cadenza nel presentare le novità, unita all’osservazione delle risposte che il cucciolo darà, sono la chiave di una corretta socializzazione.
L’osservazione delle risposte è troppo spesso ignorata, e la fretta …è sempre cattiva consigliera. Durante la permanenza in allevamento, al cucciolo dovrebbe essere concesso di imparare le prime fasi della socializzazione che comprendono la conoscenza di persone estranee, nuovi ambienti, nuovi odori, e una prima educazione di base come la condotta al guinzaglio, unita a sessioni di gioco con vari strumenti che possano stimolare la curiosità e l’intraprendenza. Nuove e adeguate conoscenze renderanno il cucciolo più sicuro di sé e dell’ambiente che lo circonda.
Ovviamente, quando il cucciolo lascerà l’allevamento, dovrà affrontare nuove fasi di socializzazione che dipenderanno dalla disponibilità del nuovo proprietario e dal suo stile di vita. Sarà compito (a volte, non facile) dell’allevatore illustrare i bisogni di socializzazione e di educazione del cucciolo e della sua capacità di apprendere. Da qui, aprire un percorso di addestramento – a seconda della razza – per mantenere le sue caratteristiche e per soddisfare la sua energia. Gli sport cinofili sono tantissimi e offrono interessanti occasioni per creare un’ottima intesa col proprietario e una eccellente confidenza con l’ambiente.
Non solo i cuccioli sanno apprendere una moltitudine di insegnamenti, anche i cani in età adulta possono essere coinvolti, da addestratori esperti, in un processo di apprendimento dedicato.
Una sorta di “pedagogia dell’età adulta”, riservata non solo alle persone ma anche ai cani la cui mente e sfera emozionale possano essere attentamente adeguate ai nostri insegnamenti.
CONCLUSIONE
La conoscenza della mente dei cani con i suoi sofisticati processi cognitivi è in continua evoluzione grazie alle ricerche degli scienziati che attraverso le loro scoperte permettono in maniera efficace l’applicazione ai metodi educativi e addestrativi, limitando al minimo l’insorgenza di ansia e stress. Il principio dall’apprendimento è basato sull’imprinting (fondamenta) e sulla socializzazione (corretto equilibrio della struttura). È necessario non confondere queste fasi visto che la prima (imprinting) inizia intorno al 21° giorno, anzi, visto le attenzioni ambientali riservate alle odierne cucciolate, potrebbe essere anticipata anche di qualche giorno.
La fase della socializzazione, è contigua alla prima e, sostanzialmente, potrebbe non avere mai termine, in quanto il cane potrebbe incontrare nel suo cammino sempre nuove esperienze ambientali. Certo, sarà solo nelle mani dell’uomo la possibilità per i cani di sperimentare ed imparare nuove cose, fuori casa o…in giro per il mondo.
